Feeds:
Articoli
Commenti

A scuola di religioni

bambiniSe meno di due secoli fa l’Italia era un Paese di emigrazione verso le Americhe e l’Australia, negli ultimi dieci/quindici anni si è trasformata in un faro per l’immigrazione proveniente dal bacino a sud del Mediterraneo, comportando una drastica trasformazione della società italiana e della sua componente anagrafica.

Basti entrare in una scuola primaria per capire come sarà l’Italia del domani: multietnica, multiculturale e multi religiosa. Figli di africani, cinesi, arabi e latino americani, ciascuno con il proprio bagaglio culturale, le proprie tradizioni, la propria lingua madre e la propria religione. Integrati in un sistema scolastico italiano ed italofoni, ma non assimilati od omologati ad un modello standard di “italianità”.

Se fino a qualche tempo fa nell’immaginario collettivo l’identità culturale italiana era infatti intrinsecamente legata a quella religiosa cattolica, ecco che l’immigrazione (anzi la Seconda Generazione) cambia le carte in tavola. Cittadinanza e religione si scindono, creando nuove combinazioni identitarie che prevedono altre forme di italianità sinora mai viste: nuovi italiani che non frequentano la Chiesa la domenica mattina ma che appartengono invece ad altre confessioni religiose.

Tutto questo ci porta inevitabilmente a confrontarci con la nuova realtà confessionale del nostro Paese che non è più omogeneo e cattolico ma che vanta la presenza di altre minoranze religiosi molto numerose ed attive, i cui fedeli sono spesso sia credenti che praticanti.

Di fronte a tale complessità ci si chiede quale possa essere il ruolo della scuola pubblica nell’accelerare il processo non solo di integrazione dei figli di immigrati ma anche di interazione fra questi ultimi e i loro compagni di classe italiani. Ritengo sia finalmente giunta l’ora di un interscambio alla pari fra nuovi e “vecchi” italiani, di dare ma anche di ricevere dall’Altro qualcosa, un insegnamento, un’esperienza, la conoscenza di una realtà diversa dalla propria. È giunta l’ora di abbattere quelle diffidenze, quelle paure e quei pregiudizi verso l’Altro che sono frutto di una ignoranza colmabile solo attraverso la reciproca conoscenza e il mutuo rispetto.

Per raggiungere questo obiettivo i programmi scolastici si dovrebbero adattare e conformare alla realtà, non certo riservando un’ora alla settimana all’esclusivo insegnamento di una o dell’altra religione, bensì offrendo a tutti gli studenti un corso di storia delle religioni che dia loro gli strumenti culturali per iniziare una reciproca conoscenza, una serena accettazione dell’Altro e delle sue diversità culturali, un concreto dialogo interreligioso che ponga delle basi solide per la stabilità sociale della nostra Italia del futuro.

L’ora di religione, spesso così sottovalutata dagli studenti (che sempre più la considerano “un’ora d’aria”), e dalle istituzioni scolastiche (che non la reputano alla pari delle altre materie, definendola facoltativa e impedendole di far media nelle pagelle) dovrebbe invece diventare obbligatoria per tutti, e dovrebbe, attraverso l’insegnamento di tutte le religioni professate in Italia, offrire un’occasione seria di confronto, di crescita e di dialogo fra quanti un domani si ritroveranno a condividere uno stesso spazio sociale, lavorativo e pubblico.

Rassmea Salah

Tra la grande folla tanti immigrati giunti da tutta Italia
Al centro della protesta il pacchetto sicurezza e il reato di clandestinità

Laici e cattolici uniti contro le politiche migratorie del governo
Le denunce dei migranti: “Meglio essere un cane che un immigrato”

lapr_16997413_01280ROMA - Si è conclusa la lunga marcia del popolo che oggi è sceso in piazza per manifestare contro il razzismo, il reato di clandestinità e gli altri provvedimenti contenuti nel pacchetto sicurezza. Da piazza della Repubblica fino alla Bocca della Verità, sono 200 mila – sostengono gli organizzatori – le persone che hanno sfilato per le vie di Roma. 

Opposizione, associazioni e immigrati in piazza. Uniti, sotto la comune bandiera dell’antirazzismo, forze d’opposizione e movimenti, sia laici che cattolici. Tante le sigle che hanno promosso l’iniziativa: Cgil, Arci, Emergency, Beati costruttori di pace, Pax Christi. Hanno sfilato anche i leader di Sinistra e libertà, del Prc, alcuni parlamentari dell’Idv e, a sorpresa, il segretario del Pd, Dario Franceschini. Ma i veri protagonisti sono stati gli immigrati, giunti a Roma da tutta Italia, anche con treni speciali. 

Slogan e striscioni. Un grande striscione che recita “No al razzismo, al reato di clandestinità, al pacchetto sicurezza” ha inaugurato la marcia. Moltissimi extracomunitari hanno esibito le immagini di “San Papier, protettore degli immigrati” e striscioni contro le mafie, le politiche per l’immigrazione dell’esecutivo definite “discriminatorie e razziste” e 
striscioni con su scritto: “sì alle regolarizzazioni per tutti e tutte”. Un cartellone recava scritto: ”E’ meglio essere un cane che un immigrato qui in Italia”, mentre un gruppo di extracomunitari giunti da Casal di Principe, nel Casertano, hanno urlato slogan contro la camorra e il lavoro nero. 

Franceschini: “Clima di intolleranza preoccupante”. A sorpresa, ha partecipato al corteo anche il segretario del Pd Dario Franceschini, che ha rivendicato all’opposizione la presentazione di molte proposte di legge sulla cittadinanza, il diritto di voto amministrativo e lo ius soli. “Gli episodi di razzismo e violenza avvenuti a Roma nelle ultime settimane – ha detto – sono segnali molto preoccupanti. E’ preoccupante che la destra, dopo essersi riempita la bocca di tante parole, blocchi una legge, come quella sull’omofobia, all’inizio del suo percorso”. Poi, sull’immigrazione, ha aggiunto: “Il governo deve smetterla di porre sullo stesso piano immigrazione clandestina e criminalita”. 

Ovadia: “Estremisti legittimati da Alemanno e da governo nazionale”
. L’attore e scrittore ebreo Moni Ovadia, anche lui in piazza, punta il dito contro il governo nazionale e l’amministrazione comunale della capitale, colpevoli di fomentare un clima razzista. “A Roma – ha detto – molti gruppi di estrema destra si sentono legittimati a compiere le azioni che compiono da una amministrazione di destra come quella del sindaco Gianni Alemanno”. Poi la bacchettata alla politica nazionale: “Nella cultura di questo governo ci sono componenti intolleranti e xenofobe. Non è un caso se è stata respinta la proposta di legge contro l’omofobia e varate norme sui respingimenti anche di chi può accedere al diritto d’asilo”. 

Manifestazione pacifica. La manifestazione si è svolta in modo assolutamente pacifico. Niente incidenti durante il corteo, ma – secondo quanto riferito dalla società che gestisce la metropolitana di Roma – un gruppo di circa 200 persone dirette alla manifestazione avrebbe danneggiato 4 tornelli della linea A. 

(17 ottobre 2009) 

www.repubblica.it

اللهم

اللهم اجعلنا ممن يصوم رمضآن إيمان واحتسابا
اللهم اجعلنا من العتقاء من النار

اللهم اعنا على صيام رمضان وقيامه واجعلنا مما يتسابقون بالطاعات وثبتنا

اللهم تقبل منا انك انت السميع العليم 

اللهم اغفرلنا ولوالدينا وازواجنا واخواننا وابنائنا وجميع المسلمين

اللهم ارزقنا توبة قبل الموت

اللهم احسن خاتمتنا واجعل قبورنا روضة من رياض الجنه

وثبتنا عند السؤال وادخلنا الفردوس الاعلى برحمتك ياارحم الراحمين

BERGAMO – A Capriate San Gervasio, un piccolo centro di 7.400 abitanti in provincia di Bergamo, un’ordinanza fa scoppiare una specie di faida del kebab. La giunta, a guida leghista, ha infatti dichiarato guerra ai kebab e ai phone center “indecorosì nel centro, scatenando le polemiche. Per alcuni è una discriminazione, per il sindaco è solo una questione di decoro urbano.

La decisione, presa circa un mese fa, vieterebbe di aprire locali (soprattutto per la vendita di kebab e phone center) in alcune strade del centro cittadino. Il sindaco Cristiano Esposito, però, non ci sta e parla di strumentalizzazione montata ad arte per criticare l’operato della sua giunta. “Si tratta di una delibera che risale a un mese fa ‘ – spiega il primo cittadino ‘ – e che abbiamo adottato con il solo obiettivo di preservare i centri storici di Capriate, San Gervasio e Crespi d’Adda prima di tutto dal punto di vista urbanistico, poi da quello della sicurezza e dell’ordine pubblicò”. Il divieto di aprire “kebab o simili” nel provvedimento firmato dalla giunta leghista c’é, ma secondo il sindaco della cittadina sull’Adda, non esiste alcuna discriminazione razziale: “Abbiamo preferito adottare una delibera di questo tipo – prosegue Esposito – cercando di prevenire il problema, per poi non ritrovarcelo sul piatto, com’era già capitato circa tre anni fa con un phone center.

Il problema non è rappresentato dagli imprenditori extracomunitari, la delibera vale anche per gli italiani che decidessero di aprire un pub o una grossa pizzeria in pieno centro. Si creerebbero problemi di parcheggio e di sovraffollamento del borgo storico ed è questo che noi vogliamo evitare”. A fare arrabbiare le minoranze in consiglio comunale, però, é stato il preciso riferimento ai kebab: “Lo ripeto – riprende Esposito – non c’é alcuna discriminazione razziale, abbiamo voluto specificare meglio alcune tipologie di attività che, sentendo anche gli amministratori di altri paesi, in genere danno più problemi di sicurezza e ordine pubblico per via delle loro frequentazioni”. Per aprire un locale a Capriate, dunque, bisognerà fare i conti con la giunta comunale. Il divieto, comunque, sarà categorico all’interno dei centri storici, non in periferia: ‘Se le richieste arrivano per altre zone, piu’ sicure e in grado di sostenere il carico urbanistico delle attività – conclude il sindaco – ne parleremo”.

L’uomo del Bangladesh multato per 5-10 mila euro e l’ordine di lasciare l’Italia entro cinque giorni

TORINO – D’ora in poi nessun extracomunitario non in regola con la nuova legge che ha introdotto il reato di clandestinità, denuncerà mai più un reato, neanche se avviene sotto il suoi occhi. A Torino un cittadino del Bangladesh ha denunciato e fatto arrestare tre rumeni che gli avevano rubato il portafogli dopo averlo assalito di notte con una bottiglia di vetro rotta puntata alla gola. Andato in questura per la denuncia, è stato trovato privo di permesso di soggiorno. Quindi è stato a sua volta denunciato per il nuovo reato di clandestinità: dovrà pagare una multa compresa tra 5 mila e 10 mila euro con l’ordine del questore di lasciare l’Italia entro cinque giorni.

10 agosto 2009

www.corriere.it

Amore

Amore_su_carta_by_Bageisha

Quando amore ti chiama, segui il segno, anche se sale ripido il sentiero. E quando le sue ali ti avvolgono, abbandonati, anche se tra le piume ti ferisse una lama. E quando amore parla, non indugiare a credergli, anche se la sua voce sconvolgesse i tuoi sogni come il vento del Nord spazza il giardino. Poiché amore incorona e amore inchioda a una croce. Come ti cresce amore, amore sfronda i tuoi rami. Come ascende al tuo culmine e carezza le più tenere punte che tremolano al sole così discende alle radici a scuoterle nel loro estremo sforzo di aggrapparsi alla terra. Come fasci di grano ti raccoglie. Ti trebbia per scoprirti fino alla nudità. Ti macina e ti apre nell’intimo candore. Con le sue mani ti lavora fino alla tua estrema tenerezza, poi ti espone alla tua estrema tenerezza, perché tu sia pane sacro alla sacra festa di Dio. Tutto questo farà, perché tu possa conoscere i segreti del tuo cuore, e illuminato diventare frammento del cuore della vita. Ma se hai paura e cerchi solo pace e piacere nell’amore, meglio per te coprirti e andartene dall’aia, nel mondo desolato di stagioni: là riderai, ma non tutto il tuo riso, là piangerai, ma non l’ultima lacrima. L’amore non dà altro che se stesso, e solo di sé prende. Amore non possiede e non vuol farsi possedere, perché all’amore amore solo basta. Quando ami non dire: “Ho Dio nel cuore”, ma: “Sono in cuore di Dio”. E non pensare di poter dirigere I passi dell’amore,, perché amore, se ti ritiene degno, dirigerà i tuoi passi. Realizzarsi: L’amore altro non chiede. Ma se il tuo amore chiede, siano queste le tue domande: confluire come acqua, e correre e cantare melodie alla notte. Conoscere la pena di troppa tenerezza. Ferirsi della luce che rivela amore, e versare il sangue della gioia; svegliarsi all’alba con le ali al cuore rendendo grazie per questo oggi d’amore; sostare a mezzogiorno nell’estasi amorosa, tornare a sera con l’animo grato e addormentarsi con una preghiera per l’amato nel cuore e sulle labbra un cantico di lode.

(Gibran)

Ecco cosa prevede il testo provvisorio del provvedimento per la ‘regolarizzazione selettiva’.
ROMA, 11 luglio 2009 – È pronto il testo provvisorio del provvedimento per la regolarizzazione selettiva di colf e badanti. Il testo, preparato dai tecnici del Ministero del Lavoro e dell’Interno potrà, nei prossimi giorni, subire correzioni, ma dovrebbe essere molto simile a quello finale. Sarà presentato in Parlamento come emendamento al decreto anticrisi. 

500 EURO PER LA REGOLARIZZAZIONE 
I datori di lavoro italiani, comunitari o anche extracomunitari (ma regolarmente presenti in Italia da almeno 5 anni) potranno regolarizzare colf e badanti che lavorano alle proprie dipendenze in nero. Per farlo, dovranno denunciare la ’sussistenza del rapporto di lavoro’, versando un contributo forfettario che al momento (ma la cifra potrebbe subire variazioni) è stato fissato in 500 euro, cifra che corrisponde a tre mensilita’ di contributi. L’autodenuncia esclude le ’sanzioni penali, civili e amministrative connesse al rapporto di lavoro irregolare’. Viene quindi sanato il pregresso. 

LE DOMANDE
Per i lavoratori comunitari, la domanda va presentata all’Inps, che incassera’ il contributo forfettario. Per gli extracomunitari, invece, la domanda va inoltrata allo sportello unico per l’immigrazione competente per territorio, che prima di dare il via libera deve acquisire il parere della questura. Ogni famiglia potra’ regolarizzare al massimo una colf e due badanti. La regolarizzazione prevede la formalizzazione del rapporto di lavoro, con il pagamento, a favore del dipendente, di contributi previdenziali, ferie e Tfr e tutte le altre voci previste dai contratti di categoria, disponibili presso l’Inps. Le domande, secondo la bozza provvisoria del testo, andranno presentate fra il 1° e il 30 settembre di quest’anno (salvo slittamenti legati ad eventuali intoppi dell’iter parlamentare). 

30 GIUGNO 2009
Sono ammessi alla regolarizzazione colf e badanti in servizio prima del 30 giugno 2009 (la norma in questo senso ha un effetto retroattivo). Il datore di lavoro dovra’ dichiarare, sotto la propria responsabilita’, la data di inizio del rapporto. Non sono dunque richieste ‘prove’ particolari dell’effettiva sussistenza del vincolo di lavoro, basta la dichiarazione del datore. 

CHI NON E’ AMMESSO
Non sono ammessi alla regolarizzazione i cittadini extracomunitari colpiti da provvedimento di espulsione per motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno; sono esclusi quelli che hanno segnalazioni, in base agli accordi internazionali, che ne impediscano l’ingresso sul territorio dello Stato (quelli che nel gergo delle questure sono indicati come ‘indesiderati’ e ‘inammissibili ‘); e ancora tutti quelli che hanno riportato condanne per uno qualsiasi dei reati previsti negli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale per i quali e’ previsto l’arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza (dal furto alla violenza sessuale, dal saccheggio alla rapina, dalla pedopornografia ai reati di terrorismo ed eversione, dalla corruzione alla truffa e altri ancora). 

MILIONI DI EURO NELLE CASSE DELL’INPS 
La regolarizzazione potrebbe riguardare almeno 300 mila persone, anche se, secondo sindacati e associazioni di assistenza il provvedimento potrebbe interessare almeno 500mila persone. L’operazione dovrebbe portare nelle casse dell’Inps almeno 150 milioni di euro. A regime la regolarizzazione avrà effetti benefici per Inps e fisco: ogni mese saranno versati solo di contributi previdenziali oltre 45 milioni di euro, mentre il gettito fiscale annuale è stimato intorno a 400 milioni di euro all’anno. 

I TEMPI PER ESSERE REGOLARIZZATI
Al momento non si conoscono le tempistiche necessarie per essere regolarizzati. Secondo i ministeri dell’Interno e del Lavoro, nel caso dei lavoratori italiani o comunitari, ci vorranno pochi giorni mentre per i lavoratori extracomunitari i tempi dovrebbero essere più lunghi, perché su ogni singola domanda le questure dovranno fornire il parere sull’insussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno. In ogni caso, una volta presentata la domanda, datore e lavoratore devono attendere la convocazione presso lo sportello unico dell’immigrazione per la stipula del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. 
http://www.stranieriinitalia.it/attualita-la_regolarizzazione_delle_badanti_costera_500_euro_8595.html

 

Todo Cambia

Uno studio promosso dal SUNIA, il sindacato degli inquilini, rivela nei numeri quanto già sapevamo. Si scopre che gli immigrati sono al primo posto tra i soggetti che sono costretti a pagare affitti irregolari con cifre molto più alte del prezzo di mercato: in media gli affitti degli immigrati sono superiori del 30 – 50%. Dei 4 milioni di immigrati che vivono in affitto, ben l’85% non hanno un regolare contratto registrato oppure riporta una cifra inferiore a quella effettivamente pagata. Tutto questo fa si che i proprietari complessivamente riescono ad evadere circa un miliardo di tasse. Il 70% degli immigrati affittuari ha un reddito inferiore ai 15.000 euro l’anno e, per far fronte ai costi dell’affitto, è costretto a convivere nella stessa abitazione con altri nuclei familiari. La notizia non è riportata da quei giornali che solitamente indicano gli immigrati come delinquenti e profittatori degli “italiani brava gente”, ma i risultati sono assai interessanti. A questo punto ci sarebbe da chiedersi senza ironia chi sono realmente gli irregolari, se gli immigrati o i proprietari di case. Mosaico dei giorni 14 luglio 2009 – Tonio Dell’Olio http://www.peacelink.it/mosaico/a/29927.html

L’anno scorso, Marwa, una musulmana di origine egiziana fu insultata da un tedesco, mentre stava giocando con il suo bambino di 2 anni in un parco. L’uomo le dette della ”terrorista”, “islamista” e così via.

In base alla sua denuncia, l’uomo fu multato di 780 euro. La frase che le aveva rivolto era stata considerata troppo pesante. L’uomo fece ricorso alla Corte d’appello di Dresda, e Mercoledì 1 luglio la causa fu portata davanti ai giudici. Erano presenti anche Ali, l marito di Marwa e il figlioletto di 3 anni . Ad un certo punto dell’udienza l’imputato si è gettato su Marwa e l’ha pugnalata 18 volte in meno di 30 secondi. Ali ha cercato di intervenire per proteggere la moglie, ma è stato pugnalato anche lui gravemente.

Due poliziotti che erano intervenuti hanno scambiato Ali per l’aggressore e gli hanno sparato una palottola in una gamba (con quella testa d’arabo lo era certamente…). Alla fine il tedesco aggressore è stato fermato e arrestato.

Marwa, è morta a causa di sue ferite nel cortile del tribunale. Era incinta! Anche il suo bambino di tre anni è rimasto ferito.

Le autorità parlano come al solitodell’ atto isolato di un pazzo…

www.Islam-online.it

TRENTO  - Un marocchino, disoccupato di 39 anni ha trovato per strada un portafogli con 15 mila euro e lo ha consegnato in questura. E’ successo a Trento. Abdessamad Nesmy – racconta il quotidiano L’Adige - stava aiutando un amico a caricare un furgone quando ha notato il portafogli per terra. All’interno c’erano 4.000 euro in contanti e alcuni assegni, per un valore complessivo di circa 15 mila euro. Non trovando alcun numero telefonico e non sapendo come contattare il proprietario, il nordafricano si è recato in questura. Gli agenti, quindi sono riusciti a risalire al proprietario, Claudio Tonetti, vicepresidente del Mezzocorona Calcio. 

Tonetti, rassegnato alla perdita del portafoglio, di cui aveva denunciato la scomparsa, ha così potuto riottenere la somma e lasciare la giusta ricompensa al marocchino. «I soldi piacciono a tutti – dice Nesmy – ma io non prenderei mai nulla che non sia mio». E aggiunge: «Da febbraio sono disoccupato, per la crisi ho perso il lavoro come magazziniere, ma quei soldi non li avrei mai tenuti».

http://www.ilmessaggero.it/

Articoli precedenti »